Il Giubileo dei giovani: la speranza non delude!

Dal 28 luglio al 3 agosto abbiamo vissuto il Giubileo dei giovani a Roma, insieme a circa 350 partecipanti della Famiglia del Murialdo e oltre un milione di ragazzi provenienti da 146 diversi Paesi del mondo. Noi giovani del Murialdo siamo stati ospitati nell’oratorio San Paolo di Roma, poi siamo confluiti a Tor Vergata per trascorrere il sabato e la domenica insieme a tutti i partecipanti.

Proprio la veglia serale e la messa presiedute dal papa nella grande spianata sono state il culmine di un’esperienza in cui abbiamo vissuto anche la messa di apertura del Giubileo e la Confessio fidei dei giovani italiani, entrambe in piazza San Pietro, il passaggio della Porta Santa presso la basilica di San Paolo, il pellegrinaggio alle catacombe di San Sebastiano ed altri momenti di riflessione, di testimonianza, di celebrazione, di festa.

In questi giorni abbiamo sperimentato un volto della Chiesa nuovo per alcuni di noi: vivo e vibrante, umano, fraterno oltre le differenze, carismatico, portatore di luce, gioia, speranza. Siamo rimasti meravigliati da questo corpo sempre pronto tanto ad intonare canti di lode e lanciarsi in balli scatenati, quanto a compiere delicati gesti di gentilezza e ad inginocchiarsi in profondissimo silenzio in adorazione di Gesù. 

Ecco le parole dei nostri giovani a riguardo: 

«Non mi era mai capitato di vedere così tanti giovani di età, provenienza, cultura diverse, ma uniti dalla fede»; «Il dono più grande di questo Giubileo è stato percepire nel mare di volti sconosciuti un legame profondo, come se fossimo una sola famiglia: porto a casa il senso di appartenenza a una comunità universale riunita in Dio»; «Sono stati emozionanti tanto l’entusiasmo e le grida, quanto il silenzio e il raccoglimento»; «Il clima di festa che si respirava ovunque per le vie della città e sui mezzi mi ha scaldato il cuore facendomi dimenticare la stanchezza e le fatiche: ho sperimentato che la speranza non delude nei volti sorridenti di migliaia di persone che trasmettevano luce nonostante la fatica, il caldo, le prove»; «L’umanità delle persone mi è rimasta nel cuore. È stato un privilegio percepire la fatica e la stanchezza ripagate da migliaia di volti sorridenti».

Meraviglia tra le meraviglie, tuttavia, è stato percepire distintamente che Cristo ha camminato insieme a noi in questi giorni e ci ha rivolto il suo sguardo in modo personale, facendo germogliare in noi emozioni, pensieri ed anche impegni concreti.

«Nonostante il numero esorbitante di persone, mai come in questi giorni mi è capitato di vivere la fede in modo così personale e profondo, come se Dio parlasse proprio a me»; «Ritorniamo a casa colmi della speranza e del calore dello Spirito Santo che ha pervaso queste giornate»; «Mi sono sentita veramente fortunata ad essere nata in una famiglia cristiana: ognuno di noi ha molti motivi per dire L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore»; «Quest’esperienza è stata come una luce che ha acceso qualcosa di profondo dentro di me: ora so che non sono sola nel cammino della fede e che vale sempre la pena continuare a cercare il Signore»; «Ho sentito un desiderio nuovo: vivere la mia fede con più coraggio e amore».

L’aspetto del Giubileo più entusiasmante per il milione di pellegrini di Roma è stato l’incontro con papa Leone XIV, per molti di noi il primo di cui ricordiamo l’elezione. Nell’omelia di Tor Vergata il pontefice ci ha lasciato questo messaggio sulla speranza: «La pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né da ciò che possediamo, ma è legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere». La speranza non delude chi di noi nutre il desiderio di vivere un’esistenza piena, «perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. La nostra speranza è Gesù». Il papa ci ha affidato anche un mandato per far germogliare lo spirito di Dio in noi pure nella quotidianità: «Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo».

Se la nostra speranza per una vita cristiana è Gesù, allora essa non può deluderci!