Una settimana feriale “in comunità”

Una settimana comunitaria tra di noi, partecipando ai momenti di preghiera e alla cena con la comunità dei padri

Nei giorni 20-24 novembre 2023 un gruppo di educatori ha iniziato l’esperienza nuova dei nostri gruppi animatori di quest’anno: una settimana di vita feriale con la comunità dei padri del Brandolini. Una settimana comunitaria tra di noi, partecipando ai momenti di preghiera e alla cena con la comunità dei padri. Una settimana di vita comunitaria, per sperimentare la bellezza del vivere insieme la ferialità e non solo i fine settimana e le vacanze come abbiamo sempre fatto. Per condividere gli impegni e le responsabilità del quotidiano, per vivere la fede nella vita di tutti i giorni, per sviluppare una spiritualità del quotidiano. Sono questi i motivi che ci hanno spinto a intraprendere questa iniziativa, che la comunità dei Padri ha accolto subito con grande disponibilità, dimostrando nel viverla accoglienza ed entusiasmo. 

Già ci conoscevamo per i tanti impegni nell’istituto che molti di noi svolgono da tempo, già ave- vamo condiviso momenti di festa e di ritiro, ma per la prima volta ci siamo trovati a condivi- dere la vita feriale di una settimana grigia e fredda di novembre. E abbiamo scoperto che è bello condividere insieme dei normali tempi comuni: abbiamo vissuto la bellezza della vita comunitaria. 

Per i padri una ventata di giovinezza e spensieratezza che irrompe nella vita di tutti i giorni, per noi una settimana quasi di ritiro spirituale, perché mai nella vita avevamo vissuto la preghiera comunitaria mattina e sera e la messa tutti i giorni per una settimana intera! Un’esperienza condita poi dalle cene animate da tanti discorsi e sorrisi, da qualche buon cibo condiviso e in qualche serata da qualche momento di gioco allegro, prima dei di- scorsi di revisione e programmazione e della compieta serale prima della buonanotte.

Un’esperienza che ora andremo ad approfondire e sviluppare anche con gli animatori, in altre settimane con la comunità, in base alle disponibilità e alle scelte degli educatori e degli ani- matori stessi, arrivando fino ad un massimo di 10 persone, accolte nelle cinque stanze libere della zona dei padri, allestite ciascuna con 2 letti, portando noi stessi da casa la biancheria necessaria e provvedendo noi alle pulizie con gli strumenti messi a disposizione dalla comu- nità. 10 ragazzi o 10 ragazze della stessa età per costruire davvero il senso di comunità, che va oltre l’appartenenza allo stesso gruppo. Insomma un format semplice e fattibile, nel ri- spetto degli orari e delle regole del vivere comune, per sperimentare “come è bello e come dà gioia che i fratelli siano insieme” (Sal 133). E magari, perché no, per pensare che uno stile di vita così possa diventare una ragione e uno stile costante di vita.